Lara Bellardita - MioDottore.it
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Da poco più di un mese è ricominciata la scuola. Se nelle prime settimane lo stress è prevalentemente di tipo organizzativo (la logistica, i materiali scolastici) e relazionale (rivedere i compagni o conoscerne di nuovi, prendere le misure dei nuovi insegnanti), in questo periodo cominciano e si intensificano le prove, le interrogazioni, i compiti in classe, gli esami. 

La performance scolastica è un tema che riguarda tutti i livelli scolastici; nei primi anni sono soprattutto le aspettative dei genitori a farsi sentire e man mano che si prosegue nel percorso scolastico gli studenti sono sottoposti sia a pressioni esterne che interne (perfezionismo, bisogno di riconoscimento o semplicemente un investimento molto alto nel percorso accademico come possibilità di riscatto economico e sociale).

Numerose ricerche hanno dimostrato che gli studenti universitari rappresentano un gruppo a rischio di sviluppare problemi psicologici, in particolare ansia e disturbi depressivi. Una rassegna che ha aggregato i risultati di 26 studi riporta che quasi il 30% degli studenti universitari soddisfa i criteri per la diagnosi di depressione clinica. Le cause di stress più frequentemente citate dagli studenti universitari includono: gli esami, i piani post-laurea, conflitti con il personale universitario, responsabilità familiari concomitanti e i “colli di bottiglia” (prove ed esami che determinano la possibilità di proseguire nel percorso accademico). Il disagio si può manifestare sia a livello fisico che a livello comportamentale. La paura del fallimento o la frustrazione conseguente al mancato raggiungimento di un risultato o superamento di uno scaglione possono portare a tentativi di ricerca di conforto in comportamenti a rischio quali “binge drinking” (assunzione occasionale di quantità di alcol eccessive) o assunzione di droghe (senza tuttavia arrivare a reali forme di dipendenza). L’attività fisica, che rappresenta un ottimo e salutare “rimedio” per allentare la tensione, viene spesso ridotta o lasciata completamente da parte. Studi randomizzati hanno dimostrato che l’esercizio aerobico può ridurre la reattività emotiva nei periodi di stress “accademico”.

Il rischio di sviluppare un disagio psicologico è alto soprattutto tra gli studenti che hanno iniziato un percorso accademico in istituzioni accademiche molto competitive. La Normale di Pisa, una delle realtà accademiche più prestigiose del nostro paese, ha comunicato  la scorsa settimana l’intenzione di attivare una collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Regione Toscana al fine di creare un team di professionisti in grado di offrire consulenza e supporto psicologico agli allievi. L’iniziativa della Normale è particolarmente interessante perché il supporto offerto agli studenti sarà contestualizzato alle specifiche sfide che quella scuola universitaria presenta. Anche altre istituzioni accademiche offrono servizi di consulenza e supporto. Purtroppo in Italia c’è ancora una certa resistenza culturale all’idea di rivolgersi allo psicologo per imparare a gestire meglio le sfide che la vita presenta. Sono molti gli studenti, e le persone in generale, che fanno fatica a fare una richiesta di supporto specialistico quando la vita pone sfide che presentano la necessità di far (ri-)emergere le proprie risorse psicologiche.

É importante cogliere i segnali di un’emergente condizione di disagio legato allo stress scolastico e accademico (pensiero negativo riferito alle proprie capacità e previsioni catastrofiche rispetto al futuro; cambiamenti nelle abitudini alimentari e nella qualità del sonno; abbandono di attività che hanno rappresentato fonte di benessere) e rivolgersi a uno psicologo, meglio ancora se all’interno di un servizio offerto dall’istituto scolastico o accademico laddove presente, qualora i segnali siano ormai evidenti. Per prevenire lo stress e il disagio è determinante curare lo stile di vita: continuare a praticare, o iniziare, un’attività sportiva; seguire le indicazioni di un’alimentazione sana; coltivare le relazioni sociali. In particolare, l’attività fisica ha un ruolo significativo in termini di prevenzione delle malattie mentali, favorendo le emozioni positive, proteggendo dallo stress della vita e facilitando i rapporti interpersonali.